Riduzione Del Seno Maschile (Ginecomastia)

Alcuni uomini hanno più ghiandola mammaria del normale. Essa può essere fisiologica (o idiopatica), patologica o farmacologica. Anche una rapida perdita di peso può causare un cedimento della pelle sul petto e rendere i seni di aspetto più pronunciato e in questi casi si parla di “pseudo-ginecomastia”. Nel 45% dei casi è monolaterale, per lo più a destra.

Prima di sottoporsi ad intervento chirurgico sarebbe opportuno eseguire alcuni accertamenti al seno, tiroide, fegato e testicoli per escludere una ginecomastia secondaria a patologia più importante.

Siamo consapevoli che lo sviluppo del seno negli uomini può essere imbarazzante e può farvi sentire a disagio, non solo a torace scoperto, ma anche sotto i vestiti. L’operazione ha lo scopo di ridurne le dimensioni rimuovendo l’eccesso di grasso, tessuto ghiandolare e la pelle della zona chiamata in causa.

 

Preparazione all’ intervento

Prima dell’ intervento potrà esservi richiesto di eseguire un’ ECOGRAFIA della regione mammaria per ottenere indicazioni più precise sulla natura della deformità ed escludere la presenza di neoformazioni.

Due settimane prima viene evitata l’ assunzione di farmaci a base di acido acetilsalicilico (Aspirina).

La sera prima va effettuata un’accurata doccia di pulizia, depilate con rasoio completamente la regione toracica e le ascelle.

Osservare il digiuno di 8 ore prima dell’ intervento.

 

Intervento

L’intervento viene eseguito in anestesia generale o locale con sedazione e potrebbe essere necessario rimanere in ospedale una o due notti.

Il Dr. Grassetti inciderà intorno la pelle scura che circonda il capezzolo (areola) e il grasso in eccesso, la pelle e il tessuto mammario saranno rimossi. Nello stesso intervento si può associare la liposuzione qualora sia necessario rimuovere il grasso in eccesso nella zona. Il tessuto ghiandolare asportato viene inviato all’ esame istologico.

Solo in casi particolari è opportuna l’asportazione di una maggiore quantità di pelle con conseguenti cicatrici anche a livello del solco sottomammario.

 

Post-operatorio

In caso siano stati posizionati dei drenaggi, questi vengono rimossi dopo 12-48 ore, quindi prima della dimissione.

Si potrà avvertire un lieve dolore in regione pettorale, esso regredirà in ogni caso nel giro di pochi giorni.

Dopo l’intervento sarà necessario indossare per un mese giorno e notte, una fascia elastocompressiva tipo canottiera, per contribuire a ridurre il gonfiore e per facilitare il processo di guarigione.

Un rialzo febbrile è spesso segnalato nei primi giorni post-operatori: è una normale reazione del sistema immunitario, ma va comunque segnalata al chirurgo.

La sensibilità dei capezzoli risulterà temporaneamente diminuita.

Per i primi 4 giorni dopo l’ intervento è raccomandato il riposo dei muscoli pettorali: non forzare sulle braccia per alzarsi dal letto, non sollevare pesi, non fare ampi movimenti con le braccia. A letto è bene riposare con il busto rialzato.

Per la prima settimana sarà vietato guidare la macchina. In caso siano stati posizionati alcuni punti cutanei, questi verranno rimossi dopo una settimana. A questo punto si potrà effettuare la prima doccia (non il bagno!)

Per i primi 10 giorni sarà invece raccomandato un riposo domestico, evitando sempre sforzi ai muscoli pettorali, effettuando invece passeggiate anche all’ aria aperta. E’ consigliato indossare camice e maglie aperte anteriormente, che evitino di fare ampi movimenti con le braccia durante l’ atto di indossarle.

L’ attività lavorativa potrà essere ripresa dopo 10 giorni, salvo in caso di importante impegno manuale.

Per circa un mese dovrà essere evitato ogni tipo di attività sportiva e l’esposizione al Sole o fonti di calore (sauna, lampade solari, ecc.).

 

Rischi associati

Tutte le operazioni comportano rischi e benefici. La possibilità di complicanze dopo un intervento chirurgico di ginecomastia dipende dal tipo di operazione e da altri fattori, come la vostra salute generale. Esse possono essere di carattere generale, come in tutti gli interventi chirurgici, quali sanguinamento e ematoma che se gravi possono comportare anche il ritorno in sala operatoria, raccolte di siero, infezione che può comportare la riapertura della ferita e seppur raramente tromboflebiti.

Inoltre complicanze specifiche di questo tipo di intervento sono la possibilità di irregolarità di spessore dei tessuti sottocutanei con ondulazioni, avvallamenti e modeste asimmetrie cutanee; retrazioni cicatriziali migliorabili con massaggi; necrosi dell’ areola che può anche comportare la sua ricostruzione a distanza di tempo; la persistenza di un eccesso cutaneo in caso di ridotta retrazione cutanea, che potrà essere corretto a distanza di tempo.

 

Cicatrici e risultati

L’intervento produce cicatricigeneralmente limitate alla regione emiareolare inferiore. Possono estendersi a tutta l’ areola circonferenzialmente solo nel caso in cuisia necessario ridurne il diametro. Talvolta, come si accennava, in casi dove l’ eccesso di pelle è cospicuo, le cicatrici si estendono verticalmente dal margine inferiore dell’ areola al solco e lungo il solco sottomammario (T invertita).

La qualità delle cicatrici migliora nel tempo e, specie quelle periareolari, risultano visibili con molta difficoltà. Purtroppo alcuni pazienti possono sviluppare cicatrici arrossate e rilevate a causa di una iper-reattività individuale non prevedibile. Esse possono comunque essere corrette con un trattamento medico o con una revisione chirurgica dopo un anno.

Dopo l’ intervento potrebbero rimane piccole asimmetrie mammarie nella forma e nel volume delle mammelle o anche nell’ orientamento dei capezzoli. Questi ultimi potrebbero seppur rin alcune procedure perdere la sensibilità anche permanentemente.

Il risultato definitivo risulta apprezzabile già un mese dopo l’ intervento e può essere considerato definitivo dopo sei mesi circa. I risultati sono sempre molto soddisfacenti e sono permanenti: il tessuto asportato non si riforma più, a meno che non intervengano variazioni ormonali o importanti incrementi nel peso che agiscono sul tessuto ghiandolare e adiposo residuo

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