PRP – plasma ricco di piastrine

Il PRP – Plasma Ricco di Piastrine (Platelet-rich plasma) derivato dal sangue per uso non trasfusionale. Il PRP è un concentrato di piastrine autologhe ottenuto mediante centrifugazione del sangue e caratterizzato dalla forte concentrazione dei fattori di crescita naturalmente contenuti nelle piastrine. La sua capacità di stimolare la rigenerazione dei tessuti rende la metodica applicabile in numerosi campi medici, dall’ ortopedia alla chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.

I primi studi vengono dal campo riabilitativo e sono piuttosto recenti, risalgono alla metà degli anni ’90.

Come molte novità arriva dalla ricerca in ambito sportivo, essendo una tecnica impiegata inizialmente soprattutto alla cura di infortuni in sportivi di alto livello. Numerosi atleti di primissimo livello, tra cui Kobe Bryant, Tiger Woods, Alex Rodriguez, Rafa Nadal, si sono sottoposti al trattamento con PRP, contribuendo alla ribalta internazionale di tale metodica e alla sua diffusione, anche fra gli sportivi occasionali e gli individui sedentari.

Oggi i campi di applicazione sono numerosissimi:

Date le potenzialità del PRP di stimolare la proliferazione di vari stipiti cellulari, si è cominciato ad utilizzarlo sperimentalmente per affezioni sempre più numerose e eterogenee. Le principali indicazioni cliniche sono:

  • chirurgia plastica ricostruttiva e medicina estetica;
  • chirurgia maxillo-facciale;
  • lesioni di alcuni nervi;
  • alcuni tipi di danni al cuore;
  • persino per la ricrescita dei capelli, in alcune forme di calvizie.
  • Tendinopatie varie;
  • lesioni muscolari;
  • artrosi, infatti il PRP è uno dei pochi strumenti terapeutici potenzialmente in grado di stimolare la riparazione, o quantomeno limitare la degenerazione, della cartilagine;
  • alcune patologie della colonna vertebrale;
  • in alternativa o in associazione alla chirurgia del menisco o dei legamenti crociati, con l’obiettivo di velocizzare e migliorare la riparazione tissutale.
  • Tattamenti stomatologici, per velocizzare la guarigione dei tessuti molli, stabilizzare gli innesti ossei (ai quali infatti viene spesso accoppiato) e indurne la vascolarizzazione.

MECCANISMO D’ AZIONE

All’interno delle piastrine vi sono dei granuli, ovvero degli organelli a forma di sacchetto, che fungono da contenitore per varie sostanze. Alcuni di questi granuli (detti granuli α) contengono una lunga lista di fattori di crescita, tra cui:

  • platelet-derived growth factor;
  • transforming growth factor β;
  • insulin-like growth factor 1 e 2;
  • vascular endothelial growth factor;
  • epidermal growth factor;
  • diverse interleuchine.

Attraverso l’iniezione di PRP nella sede del corpo infortunata, si cerca quindi di concentrare in loco una grande quantità di fattori di crescita, con l’obiettivo di accrescere le cellule dei tessuti lesionati, favorire la vascolarizzazione,stimolare la produzione di matrice extracellulare e, quindi, velocizzare la guarigione e rigenerazione del sito interessato.

COME VIENE FATTO

Dopo aver accertato che il paziente non abbia assunto farmaci anticoagulanti come l’ aspirina nei giorni precedenti al trattamento, e visionato l’ emocromo per sincerarsi che abbia un numero sufficiente di piastrine si può procedere. La preparazione del PRP consiste nel prelievo di sangue venoso autologo (cioè del paziente stesso) che viene successivamente sottoposto a duplice centrifugazione e concentrato. Il tutto avviene in un ambulatorio attrezzato a dovere e autorizzato dal centro trasfusionale di riferimento. In questo modo riusciamo a concentrare le piastrine sopra ad una concentrazione critica efficace di 1000000/microL. Poi il preparato somministrato per mezzo di microiniezioni, che permettono di trattare le aree in maniera efficace evitando dolore per il paziente

CHIRURGIA PLASTICA

Nella chirurgia plastica rigenerativa il PRP, da solo o associato al tessuto adiposo(sempre autologo), viene somministrato per migliorare la qualità della pelle in seguito ad esposizione ad agenti nocivi o in preparazione ad interventi chirurgici, per la correzione dei difetti del volto e il trattamento di ulcere (neuropatiche, vascolari o da decubito) e cicatrici, incluse quelle da acne. Promettenti i risultati ottenuti nel trattamento dell’alopecia androgenetica, come emerso da studi scientifici pubblicati a partire dal 2013

Emergono ogni anno nuovi studi a conferma dell’ efficacia della tecnica PRP nel rendere più rapido il recupero dalgli interventi chirurgici.

In particolare nell’ ambito dell’ addominoplastica il PRP è efficace nel diminuire l’ incidenza di alcune importanti complicanze,sia a breve termine, come formazione di sieromi e riduzione del contenuto complessivo dei drenaggi, sia a lungo termine, come la formazione di aderenze fibrose post operatorie

Sono inoltre da considerare gli enormi vantaggi estetici sul risultato della cicatrice visibile sulla cute, che se trattata con il PRP è meno sogetta a cicatrizzazioni anomale ovvero: cicatrizzazione ipertrofica, formazione di cheloidi e cicatrici pigmentate

Sebbene per retaggi del passato questi vantaggi estetici siano spesso messi in secondo piano rispetto a problematiche correlate più propriamente alla salute, l’  OMS (organizzazione mondiale della sanità) ci invita a rivedere queste posizioni.

Secondo l’ OMS la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”.

Per una giovane donna avere una cicatrice esteticamente sgradevole, che la limita a livello psicologico nella vita di relazione, influisce negativamente sulla sua salute in base alla moderna definizione della stessa.

PRP GINOCCHIO

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Le iniezioni endoarticolari di PRP nel ginocchio sintomatico nelle prime fasi di Osteo Artrite possono essere considerate un trattamento valido. Vi è una significativa riduzione del dolore e miglioramento della funzione dopo 12 mesi, che può essere ulteriormente migliorata a 18 mesi dalla ripetizione annuale del trattamento.

PRP VISO

Il PRP migliora la qualità e lucentezza della pelle, inoltre nel lungo periodo aiuta a rimodellare un viso scarno e scavato, accelerando la proliferazione cellulare, i processi riparativi e la rivascolarizzazione dei tessuti, oltre che la sintesi di collagene e acido ialuronico endogeno.

Immediato dopo il trattamento un leggero “effetto filler” nelle zone interessate, ma è nell’arco di circa 60 giorni che la pelle appare più turgida, luminosa e levigata. Ben tollerato dall’organismo, il trattamento va ripetuto 3-4 volte, ogni 2-3 mesi. Il tutto senza rischi di rigetto, allergie o incompatibilità trattandosi appunto del proprio sangue.

PRP CAPELLI

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L’ applicazione della tecnica PRP nell’alopecia si basa sul concetto per cui le cellule del bulbo pilifero hanno recettori per i fattori di crescita contenuti nelle piastrine,aiutando così la rigenerazione e ricrescita del follicolo non atrofico.

Inoltre l’ iniezione del PRP migliora la vascolarizzazione globale del cuoio capelluto, migliorando l’ eventuale sofferenza vascolare del bulbo.

Questo trattamento viene comunemente svolto ogni due o tre mesi, per un periodo continuativo che può durare fino a 5 o 6 anni a seconda della risposta individuale al trattamento.