Nano Fat Grafting

Riempire le rughe col propio grasso è finalmente possibile. Ma c’è di più: l’effetto sarà anche quello di una vera rigenerazione dei tessuti. Risultato: una pelle giovane e sana.

Il trapianto di tessuto adiposo, anche detto “Lipofilling” è una metodica in uso da più di 10 anni in Chirurgia Plastica: esso viene utilizzato per trattare perdite di tessuto adiposo causate da malattie, traumi o invecchiamento. Lo scopo pertanto è principalmente riempitivo. Il grasso prelevato attraverso una liposuzione viene purificato e poi iniettato attraverso cannule ed aghi che nel tempo sono diventati sempre più sottili (micro fat grafting: 0.7mm – 0.9mm e 23 gauge) per permettere un impianto anche più in superficie del tessuto adiposo senza avere irregolarità cutanee, depositi di grasso irregolari o cisti oleose. Il problema però è sempre stato la presenza di sottili tralci di tessuto fibroso che sistematicamente otturavano le microcannule.

Recentemente, dopo le prime pubblicazioni sulla prestigiosa rivista americana Plastic & Reconstructive Surgery ad opera di P. Tonnard, A. Verpaele, M. Hamdi et al., è stato sviluppato un metodo per emulsificare il grasso lipoaspirato a tal punto da ottenere una sospensione oleosa capace di attraversare un ago da 27 a 30 gauge, lo stesso utilizzato per iniezioni di acido ialuronico, botulino e insulina.

Tale sospensione oleosa, conosciuta anche col nome di Nano Fat Graft, è in realtà molto povera di cellule adipose, ma ricca di cellule staminali derivate dal tessuto adiposo, nonché cellule endoteliali, monociti, macrofagi, granulociti e linfociti (cioè globuli bianchi).

Pertanto la capacità riempitiva del Nano Fat Graft è fortemente diminuita, a vantaggio della straordinaria capacità rigenerativa dello stesso (elasticità cutanea, lucentezza, tessitura, colore, qualità del tegumento), a tal punto da essere considerata una tecnica di vera ingegneria tissutale.

Questa capacità viene quindi sfruttata non per aumentare grossi volumi, bensì per migliorare le aree sottoposte a radioterapia, le cicatrici, le ulcere cutanee, ma anche a scopi estetici di ringiovanimento cutaneo specie per la pelle danneggiata dal Sole nella zona periorbitaria, periorale, collo e decolleté. L’effetto è visibile dopo 1-3 mesi.

Acido Ialuronico

Diversamente da iniezioni di acido ialuronico, la metodica non ha problemi di rigetto perché si tratta di tessuto autologo. Inoltre l’effetto rigenerativo cutaneo non ha paragoni. Il risultato è inoltre permanente, benché fino al 50% del volume del tessuto adiposo trasferito venga nel tempo riassorbito.

 

Risultato

L’effetto di ringiovanimento cutaneo è visibile non prima di un mese dalla procedura. L’effetto riempitivo è subito evidente e va scemando di un 30-50% nei 3 mesi successivi. E’ quindi è doveroso considerare la possibilità di dover ripetere una seconda volta la procedura, nel caso di un miglioramento ottenuto non soddisfacente.
 Il risultato, anche a causa delle diverse riposte dell’organismo da paziente a paziente, non può essere precisamente prognosticato a priori: esso si considera definitivo almeno 4 mesi dopo il trattamento.

 

Preparazione

La procedura non va eseguita in pazienti gravide o in allattamento ed è preferibile, anche se non obbligatorio, evitare il periodo delle mestruazioni.

Non dovrebbero essere presi per due settimane prima né aspirina né farmaci contenenti acido acetilsalicilico, così come l’assunzione di anticoagulanti orali va adeguatamente sostituita con eparine a basso peso molecolare concordando il tutto col Medico Curante.

Se si fuma è doveroso smettere per una almeno una settimana prima per ridurre la probabilità di lividi e attecchimento del nano fat graft.

E’ consigliabile procurarsi sin da subito una fascia elasto-compressiva per la pancia, da dove di solito viene prelevato il grasso.

La sera prima va effettuata un’accurata doccia di pulizia e asportato lo smalto da mani e piedi.

 

Procedura

Il Nano Fat Grafting viene eseguito in anestesia locale, con o senza sedazione, in regime ambulatoriale. Esso dura circa 1 ora.

La zona da trattare viene dapprima infiltrata con una soluzione tumescente composta da soluzione salina, anestetico locale e adrenalina. Questo aiuta a ridurre sanguinamento, lividi e gonfiore e rende più facile rimuovere le cellule di grasso.

L’incisione millimetrica nel sito di prelievo viene suturata al termine dell’intervento e si applica una medicazione modicamente compressiva tramite la fascia elastico–contenitiva che vi sarete procurati prima di recarvi dal Chirurgo.

 

Post

Durante le prime ore dopo la procedura si avrà lieve perdita di liquido di infiltrazione misto a siero dal piccolo buco cutaneo ombelicale, non è da preoccuparsi.

Si potrà avvertire un lievissimo dolore, gonfiore, fastidio e indolenzimento nell’area trattata: esso viene tenuto facilmente a bada con i comuni analgesici e comunque regredirà nel giro di poche ore.

Durante la prima settimana e a volte dieci giorni, potranno svilupparsi gonfiore e lividi non solo a livello delle aree trattate, ma anche in quelle limitrofe per gravità. Essi sono fisiologici e regrediscono spontaneamente. Parimenti si possono verificare indurimenti cicatriziali localizzati dei tessuti, che si risolvono anch’essi nel giro di due mesi e che possono essere trattati anche con massaggi linfodrenanti su indicazioni del chirurgo.

Il piccolo e minuscolo punto di sutura a livello dell’ombelico viene rimosso dopo 7 giorni

Il ritorno a lavoro è immediato.

Per i primi 7 giorni dovrà essere evitata l’esposizione al Sole o fonti di calore (sauna, lampade solari, ecc.).

Per alcuni mesi sarà presente una certa riduzione della sensibilità cutanea sull’area trattata.

 

COMPLICANZE POTENZIALI

Come in ogni procedura chirurgica, seppur di modestissima entità ed eseguita su pazienti in buone condizioni di salute, un modesto sanguinamento della ferita rientra nella normalità.

Nei rari casi di infezione della ferita, essa si manifesta con dolore, gonfiore, calore e arrossamento della pelle, accompagnati o meno da febbre. Qualsiasi infezione può solitamente essere trattata con antibiotici e medicazioni locali, ma può determinare cicatrici di scadente qualità.

La formazione di sieroma nella regione donatrice consiste nell’accumulo di un liquido giallo e trasparente chiamato siero, del tutto simile a quello che si forma nelle vescicole e bolle degli ustionati. Piccole quantità si riassorbono spontaneamente, mentre raccolte più cospicue possono richiedere l’aspirazione come nel caso degli ematomi importanti.

Nelle aree trattate possono comparire piccoli lividi che si autorisolvono nel giro di qualche giorno.

Irregolarità e nodularità sulla cute di modesta entità sono rare, ma possono essere dovute a fenomeni di retrazione cicatriziale a livello del tessuto sottocutaneo.

Alcuni pazienti, a causa di un’eccessiva reattività cutanea possono sviluppare cicatrici arrossate, allargate o ipertrofiche e perciò facilmente visibili. Esse sono trattabili in ambulatorio oppure richiedere una revisione chirurgica a distanza di un anno.

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