Liposcultura Non Chirurgica (Adiposità Localizzate)

fosfatidilcolina-201Le adiposità localizzate sono accumuli di grasso (tessuto adiposo) che tendono a permanere nonostante una dieta corretta ed equilibrata e l’attività fisica.

 

Sebbene l’attività muscolare faciliti la lipolisi possono rimanere delle zone adipose (cuscinetti di grasso) che è più difficile eliminare. Solitamente tali depositi di grasso si trovano localizzati nelle anche e nelle natiche, nella zona addominale, nel collo o nelle braccia. Dopo un’attenta visita in studio, e dopo aver analizzato quali accumuli di tessuto adiposo sono presenti, il Dr. Grassetti vi potrà consigliare la terapia migliore.

 

La liposuzione non sempre è indicata e non tutti hanno il tempo per recuperare dopo l’ intervento. In questi casi un trattamento farmacologico iniettivo può risultare altrettanto efficace.

 

La nuova metodica trae origini dalla MESOTERAPIA (tecnica che consiste nell’iniettare farmaci nel derma). Il farmaco (fosfatidilcolina – sodio desossicolato) è’ un fosfolipide abbondantemente presente nel nostro organismo. E’ altresì presente in alcuni alimenti (soia ed albume d’uovo) ed in diversi preparati farmacologici sia per via orale che intravenosa (Liposom, Essentiale, Tricortin, Essaven, Lipostabil), nonché un integratore alimentare.

 

La fosfatidilcolina rappresenta il fosfolipide più comune negli animali e nei vegetali, e il più importante per la composizione delle membrane cellulari. Viene impiegata dal 1965 per trattare ipercolesterolemie, aterosclerosi, malattie epatiche (effetto epatoprotettivo) ed embolia grassosa. I preparati iniettabili da utilizzare nell’intralipoterapia (secondo modalità off label) sono prodotti in forma galenica da alcune aziende farmaceutiche.

Il sodio desossicolato è un emulsionante. E’ presente nelle soluzioni iniettabili di fosfatidilcolina come agente solubilizzante e sembra essere il principale se non l’unico responsabile dell’azione adipocitolitica a livello delle cellule adipose. Senza questo elemento, la fosfatidilcolina non può essere portata dallo stato solido a quello liquido.

Una volta ricostituita la soluzione viene iniettata nel grasso sottocutaneo a distanze prestabilite con accuratezza al fine di creare una perdita mirata e omogenea del grasso sottocutaneo. Questo viene chimicamente “sciolto” e poi riassorbito ed eliminato per via epatica come dopo un normale ed abbondante pasto grasso.

 

Tollerabilità e reazioni avverse (danni e controindicazioni con fosfatidilcolina).

La lettura scientifica internazionale in più di 20 anni di studi non riporta alcun effetto collaterale di rilievo nemmeno a lungo termine, mentre recenti lavori scientifici riportano risultati positivi nel 98% dei pazienti trattati.

 Attualmente i protocolli proposti in Medicina Estetica vedono l’esclusione di bambini, donne in gravidanza o allattanti (sebbene non si sia mai dimostrato alcun effetto collaterale), diabetici con vasculopatie, pazienti con malattie del fegato, diabete, malattie infettive in atto, autoimmuni, malattie ormonali e ovviamente chi è allergico alla Soia. Vi sono altre condizioni a rischio da valutarsi nel corso di una visita: le insufficienze epatiche e/o renali, l’adiposità con BMI>30, alcune situazioni immuno-endocrine quali la tiroidite o infezioni croniche particolarmente rischiose; alterazioni della coagulazione.

 

Quali distretti del corpo possono essere trattati

La corretta indicazione al trattamento è rappresentata dai piccoli accumuli di grasso in pazienti normopeso o in modico sovrappeso con Body Mass Index compreso tra 20 e 30.

 

La metodica si dimostra particolarmente efficace nella correzione di adiposità localizzata e di cellulite interessante:

 

•Addome

•Braccia

•Trocantere

•Interno e esterno cosce

•Fianchi

•Interno ginocchia

•Doppio mento

•Pliche toraciche

•Arti superiori

•Gobba di bufalo

 

La Cellulite meglio definita dal termine tecnico P.E.F.S., rappresenta una alterazione strutturale del tessuto adiposo non necessariamente accompagnata da un eccesso adiposo localizzato. Questa condizione può essere trattata quando è associata ad adiposità localizzata. E’ controindicato il trattamento in presenza di PEFS fibro-sclerotica senza eccesso adiposo.

 

Anestesia

Non è necessaria perchè il trattamento è assolutamente indolore. Si esegue in ambulatorio.

 

Dopo il trattamento

Subito dopo l’infiltrazione delle soluzioni di fosfatidilcolina con la metodica intralipoterapica non si osserva di solito arrossamento dell’area trattata in quanto non vi è coinvolgimento del piano dermico nell’azione del farmaco. Generalmente gli effetti delle soluzioni una volta iniettati nel sottocutaneo determinano, nella maggior parte dei pazienti una lieve sensazione di bruciore o prurito, talvolta descritta come formicolio che dura pochi minuti. Nei primi giorni successivi alla seduta si assiste alla formazione di un gonfiore che scompare in 3 giorni più o meno associato ad un indolenzimento dell’area trattata anch’esso di breve durata. Nulla in confronto ai postumi di una liposuzione!

Possibili effetti collaterali, seppur rari, sono rappresentati da infezioni e nodularità sottocutanee. Queste ultime sono dovute a piccoli sanguinamenti sottocutanei che hanno innescato reazioni infiammatorie, le quali possono persistere fino a 90 giorni.

Si raccomanda di utilizzare calze a compressione graduata (almeno 70 DEN), praticare esercizio fisico regolarmente, eseguire unlinfodrenaggio ad una settimana dalla seduta e cercare di seguire un regime alimentare ipolipidico. L’utilizzo degli ultrasuoni (cavitazione) sembra dimostrare una azione ulteriormente favorente l’ottimizzazione del risultato.

 

Quante sedute

Nel corso di una seduta si riescono a trattare da due a quattro cuscinetti, in base all’entità dell’inestetismo. Ipotizzando una situazione tipo, in tre o quattro sedute si possono eliminare definitivamente coulotte de cheval e accumuli sui fianchi. Dopo il trattamento si possono riprendere subito le normali attività.

Le sedute prescritte sono generalmente variabili da 3 a 4, con cadenza mensili o trisettimanali. Tale frequenza può essere variata dal medico sulla base di variabili cliniche personali. Un secondo ciclo di trattamento nella stessa area corporea andrebbe eventualmente intrapreso dopo una pausa di almeno 6 mesi (fase di stabilizzazione).

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